Sagra di paese, un giovane agricoltore presenta il suo nuovo progetto

di Mattia Cusani | Direttivo Canapa Sativa Italia

La sera del giorno 19/07 Il giovane menzionato dagli articoli vendeva Canapa Legale Certificata e Regolare.

Le ffoo hanno proceduto a sequestro, che secondo la nostra opinione è illegittimo, infatti le più recenti pronunce dei tribunali prevedono una precedente campionatura, importante rendersi conto che si tratta di un semplice controllo e non un arresto, non una condanna. Non certo una conseguenza di un qualche tipo di illecito accertato.

Definire quindi il contenuto delle confezioni “ sostanza stupefacente” in corso di indagini per giunta è un errore gravissimo, diffamatorio. Bisogna che sia chiaro che la cannabis light prodotta secondo le indicazioni della legge 242 non è una droga, e non ha nulla a che fare con “lo spaccio o altre attività criminali” se non per il fatto che, al contrario, il fiore può costituire un efficace deterrente al consumo di cannabis, attualmente fiorente e costantemente disponibile nel mercato illegale.

Il nostro Giovane Socio è un agricoltore esperto e onesto. “Ho deciso di coltivare la canapa perché è una pianta meravigliosa, mi consente di dare il meglio di me stesso e può consentirmi di guadagnare da vivere” il pomeriggio stesso si era recato in caserma a dichiarare l’attività che avrebbe svolto. Ha allegato tutta la documentazione che un’azienda agricola può fornire una documentazione assolutamente esaustiva molto più dettagliata e completa di quella richiesta dalla legge stessa.

Mentre il caso si risolverà probabilmente con dissequestro e assoluzione, accertata dal CTU la non efficacia drogante, le notizie fuorvianti diffuse sul conto del giovane ragazzo fanno parte della memoria collettiva. Quello che ci preoccupa è che questo stesso evento è stato totalmente travisato dagli articoli proliferati in rete di cui si chiede puntualmente, uno per uno, la rettifica.

Dai vari articoli si legge “Sottoposte a sequestro di 56 barattolini e 17 bustine sottovuoto, contenenti complessivamente circa 150 grammi di sostanza stupefacente”. L’associazione e gli esperti del settore ritengono che la “cannabis light” non possa essere definita come sostanza stupefacente quindi tale affermazione ci risulta estremamente fuorviante e pericolosa.

In questo contesto tutti gli articoli sopracitati decidono di costruire un inesistente impianto accusatorio nei confronti del ragazzo che ha deciso di investire i propri soldi e il proprio sudore in un’attività legale, regolarmente tassata e nel proprio paese. Infatti la notizia ha leso l’immagine del giovane ragazzo anche senza aver fatto il suo nome a causa del piccolo paese in cui vive e della scarsa diffusione della coltivazione di canapa. Vogliamo ribadire che le analisi erano già state fornite ma le autorità hanno proceduto ugualmente al sequestro. Doppie analisi, una squadra di Agenti e unico risultato dell’operazione: Creare disagi ad una sagra di paese e disturbare una lecita attività commerciale.

L ’operazione descritta dagli articoli infatti non è una “riuscita operazione di polizia” risulta invece essere l’ennesimo fallimento della politica proibizionista, di cui sono vittime persino i giudici e le forze dell’ordine costretti a tutta questa inutile trafila da una normativa incompleta. Un’altro spreco di risorse e di tempo tutto italiano. Uno specchio per le allodole, con la corruzione che dilaga e la criminalità organizzata che prolifera.

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