VADEMECUM PER IL COMMERCIO DELLA CANAPA INDUSTRIALE - 2024

Questo vademecum è stato creato per chiarire cosa si può vendere legalmente e cosa è sottoposto a possibili sanzioni e procedimenti nel commercio della canapa industriale. Il rispetto delle normative è fondamentale per evitare sanzioni e proteggere i consumatori. Di seguito sono elencati i prodotti consentiti e quelli vietati, accompagnati da indicazioni pratiche e riferimenti normativi aggiornati. Questo è un’aggiornamento del vecchio vademecum 

 

Quali prodotti sono a rischio?

  1. Cannabinoidi sintetici e semisintetici:
    • Elenco: HHC (inserito in tabella), HHC Acetate (inserito in tabella), THCP (inserito in tabella), HHCP, HHCPO, H4CBD, H5FGHB, CB9, CBDB, H2CBN, H4C, THCP, THCPOe continuando (Lista in continuo aggiornamento) 
    • Motivo: Non sono legali secondo la normativa italiana e presentano rischi per la salute.
  2. Preroll di canapa
    • Motivo: Secondo una sentenza del TAR, prodotti che si avvicinano ai succedanei del tabacco possono essere considerati illegali e soggetti a sanzioni. Contengono anche cartine e filtri sottoposti ad accise 
  3. Sigarette di canapa
    • Motivo: Si avvicinano ai prodotti succedanei del tabacco e sono soggetti a controllo di monopolio. Contengono anche cartine e filtri sottoposti ad accise. 
  4. Prodotti privi della consona destinazione d’uso.
 

Cosa si può vendere nella piena e indiscussa legalità?

 

  1. Fiori di canapa ornamentali
    • Condizione: Venduti con etichetta corretta che indichi l’uso ornamentale.
  2. Prodotti per incenso
    • Condizione: Venduti con etichetta che indichi l’uso per incenso.
  3. Oli essenziali
    • Condizione: Venduti con etichetta che specifichi l’uso come olio essenziale.
  4. Olio di CBD
    • Condizione: Venduto con etichetta corretta che ne specifichi l’uso consentito.
  5. Piante di canapa
    • Condizione: Vendute con dichiarazione di conformità secondo le indicazioni dell’Associazione Canapa Sativa Italia.

 Segue….

Perché Suggeriamo di Non Vendere i Cannabinoidi Semisintetici

Rischi Legali e Interpretazione Giuridica

La vendita di cannabinoidi semisintetici, anche quelli non direttamente inseriti nelle tabelle delle sostanze stupefacenti, presenta significativi rischi legali. Questo si deve alla giurisprudenza italiana e internazionale che adotta una definizione estesa e flessibile di “sostanza stupefacente”.

 

Perché Suggeriamo di Non Vendere i Cannabinoidi Semisintetici

Rischi Legali e Interpretazione Giuridica

La vendita di cannabinoidi semisintetici, anche quelli non direttamente inseriti nelle tabelle delle sostanze stupefacenti, presenta significativi rischi legali. Questo si deve alla giurisprudenza italiana e internazionale che adotta una definizione estesa e flessibile di “sostanza stupefacente”.

 
  1. Definizione Estesa di Sostanza Stupefacente:
    • Giurisprudenza della Corte di Cassazione: La Corte di Cassazione italiana ha adottato una definizione più flessibile di “sostanza stupefacente”, includendo anche i “derivati” sintetizzati o naturali di sostanze già elencate nelle tabelle, anche se non direttamente inseriti in esse. Questo significa che i cannabinoidi semisintetici possono essere considerati stupefacenti e trattati come tali dal punto di vista legale.
    • Art. 14 TU Stupefacenti: Secondo l’articolo 14 del Testo Unico sugli stupefacenti, ogni sostanza che produca effetti sul sistema nervoso centrale e che possa causare dipendenza fisica o psichica è considerata stupefacente. Questo principio permette di includere nuove sostanze senza dover continuamente aggiornare le tabelle ufficiali.
  2. Sentenze Rilevanti:
    • Derivati della Morfina e Cannabinoidi Sintetici: La Corte ha considerato derivati come il “6MAM” (un derivato della morfina) e alcuni cannabinoidi sintetici come sostanze stupefacenti, nonostante non fossero specificamente elencati nelle tabelle. Questo approccio rigoroso evita estensioni analogiche che potrebbero essere considerate in malam partem (a danno dell’imputato), ma assicura che sostanze potenzialmente pericolose siano trattate con la dovuta severità.
    • Riferimenti Giurisprudenziali: Sentenze della Corte di Cassazione, come la Sez. III, 7-2-2013, n. 11853, Sez. III, 9-5-2012, n. 19646, Sez. VI, 1-4-2011, n. 14431, e Sez. III, 13-1-2011, n. 7965, hanno stabilito precedenti importanti per l’inclusione di cannabinoidi semisintetici come sostanze stupefacenti.
  3. Riunione Tecnica dell’EMCDDA:
    • Monitoraggio dell’HHC e Cannabinoidi Correlati: L’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (EMCDDA) ha tenuto una riunione tecnica per discutere i rischi associati all’Hexahydrocannabinol (HHC) e ai cannabinoidi correlati. Gli esperti hanno sottolineato i potenziali rischi per la salute umana e la necessità di sviluppare metodi analitici affidabili per rilevare queste sostanze. Questa attenzione evidenzia la preoccupazione internazionale riguardo alla sicurezza di questi composti.

Rischi Penali e Sanzioni

  1. Pene Severe:
    • La detenzione e lo spaccio di cannabinoidi semisintetici possono comportare pene molto severe, fino a 20 anni di reclusione, a seconda della sostanza e delle circostanze. Questo avviene perché, sebbene non specificamente elencati, questi composti sono considerati stupefacenti in base alla loro struttura chimica e agli effetti farmacologici.
  2. Approccio Preventivo:
    • Per evitare rischi legali e sanzioni pesanti, è altamente consigliabile evitare la vendita di cannabinoidi semisintetici. Questo include una rigorosa attenzione alle etichette, alle comunicazioni commerciali, e alla presentazione dei prodotti. Inserire chiarissimi disclaimer sui distributori automatici e sulle etichette, e fare attenzione alla pubblicità, ai claim, e alle descrizioni dei prodotti è essenziale per minimizzare i rischi.

Informazioni Importanti per Professionisti e Venditori del Settore CBD

Il settore della cannabis offre una vasta gamma di prodotti, tra cui cannabinoidi semisintetici come THCPO e HHCPO, noti per i loro potenti effetti psicoattivi. Tuttavia, è fondamentale comprendere i rischi associati a questi composti.

 

Rischi Specifici Legati agli Acetati da Svapo:

  • Formazione di Ketene: La ricerca scientifica ha rivelato che la decomposizione chimica degli acetati durante il riscaldamento può produrre ketene, un gas tossico e altamente reattivo.
  • Danni ai Polmoni: Il ketene può causare gravi danni ai polmoni, inclusa l’infiammazione e il danneggiamento degli alveoli, che sono essenziali per lo scambio di ossigeno.
  • Casi negli Stati Uniti: Nel 2019, circa 2800 persone sono state ricoverate e 70 sono morte a causa della vaporizzazione dell’acetato di vitamina E nei vaporizzatori di cannabis, mostrando la gravità dei rischi.

     

Riflessione e Responsabilità:

 

  • Consapevolezza dei Rischi: È essenziale per i professionisti del settore essere pienamente consapevoli dei rischi associati alla vendita di questi prodotti.
  • Scelte Etiche: Chiedetevi se i prodotti che vendete sono sicuri per essere consumati dai vostri familiari. La sicurezza e la salute dei consumatori devono essere una priorità.
  • Responsabilità del Settore: Non è lo Stato che decide di rifornire i negozi con questi prodotti; sono le decisioni dei professionisti del settore che influenzano la disponibilità di queste sostanze.
  • Sicurezza Prima di Tutto: Mantenere un approccio responsabile e informato nel commercio della canapa e dei prodotti derivati è fondamentale per la sostenibilità e la reputazione del settore.
  • Legale ≠ Morale: La legalità non sempre coincide con la moralità. Essere informati e responsabili nelle proprie scelte commerciali è cruciale.

     

La vendita di cannabinoidi semisintetici, anche quelli non direttamente inseriti nelle tabelle delle sostanze stupefacenti, presenta rischi legali significativi. La giurisprudenza italiana adotta un’interpretazione estesa del termine “sostanza stupefacente”, che include anche i derivati non specificamente elencati. Per proteggere i consumatori e gli esercenti, è consigliabile evitare completamente la vendita di questi prodotti e assicurarsi che tutti i prodotti siano correttamente etichettati e pubblicizzati in conformità con le normative vigenti.

 

Perché Evitare la Vendita di Sigarette di Canapa e Prodotti destinabili al fumo Pronti all’Uso

Cosa sapere per evitare Rischi Legali e Procedure Penali: 

In particolare, se le destinazioni alternative non sono chiaramente identificate e non è specificato che i prodotti sono “non combustibili”, si rischia che le autorità interpretino tali prodotti come destinati al consumo fumabile. Questo può portare a conseguenze legali gravi, comprese accuse di violazione delle normative sui tabacchi lavorati, con pene severe e sanzioni finanziarie significative. È quindi cruciale che le etichette dei prodotti indichino chiaramente che non sono destinati alla combustione, evitando qualsiasi ambiguità che potrebbe essere interpretata come un tentativo di eludere le regolamentazioni sui prodotti da fumo..

 

 

 I prodotti come le sigarette di canapa e i preroll presentano significativi rischi legali per i venditori, principalmente a causa della loro configurazione pronta per il consumo. Nonostante non possano essere registrati come prodotti da fumo e quindi evitare le accise previste per il tabacco, la loro presentazione li rende suscettibili a severe accuse penali e sanzioni pesanti.

  1. Stato di Presentazione:

La forma pronta per l’uso di sigarette di canapa e preroll può facilmente essere interpretata come destinata al consumo diretto. Questo contrasta con le normative che regolano i prodotti derivati dalla canapa industriale, che devono essere chiaramente indicati come non destinati all’uso umano. La presentazione pronta per l’uso può portare le autorità a considerare questi prodotti come succedanei del tabacco, soggetti a regolamentazioni più severe e controlli di monopolio.

  1. Procedure Penali:

Quando un prodotto viene percepito come destinato al consumo fumabile, le autorità possono avviare procedimenti penali contro i venditori per la violazione delle leggi sulle sostanze stupefacenti e sui prodotti del tabacco. In Italia, il DPR 309/90 prevede pene severe per la detenzione e lo spaccio di sostanze considerate stupefacenti, e un prodotto pronto all’uso come una sigaretta di canapa può facilmente ricadere in questa categoria. La procedura penale può comportare non solo multe salate, ma anche la revoca della licenza commerciale e, nei casi più gravi, pene detentive.

  1. Sanzioni Pesanti:

Le sanzioni per la vendita di prodotti considerati succedanei del tabacco senza le dovute accise e autorizzazioni possono essere molto pesanti. Oltre alle multe e alla possibile revoca della licenza, i venditori rischiano danni alla loro reputazione e la perdita della fiducia dei consumatori. Inoltre, le autorità possono sequestrare i prodotti e chiudere temporaneamente o permanentemente l’attività commerciale coinvolta.

È fondamentale comprendere che cartine e filtri per sigarette e preroll, essendo elementi essenziali per i prodotti da fumo, sono soggetti a regolamentazioni specifiche e fanno parte del monopolio statale in molti paesi, incluso l’Italia. Questi prodotti devono essere registrati e regolamentati come tabacchi lavorati, e la loro vendita è strettamente controllata.

Regolamentazione di Cartine e Filtri

  1. Prodotti da Fumo Registrati:
    • Cartine e filtri utilizzati per sigarette e preroll sono considerati prodotti da fumo registrati. Questo implica che devono rispettare tutte le normative e le accise previste per i prodotti del tabacco.
  2. Controllo Statale:
    • La vendita di questi prodotti è controllata da ADM, il che significa che non possono essere venduti liberamente senza le necessarie autorizzazioni e licenze.
  3. Non Vendibili Singolarmente:
    • Anche se la canapa in sé non può essere registrata come prodotto da fumo, gli elementi costitutivi come cartine e filtri sono soggetti a tali regolamentazioni. Non possono essere venduti singolarmente in modo non regolamentato, indipendentemente dal contenuto di canapa.

Misure di Prevenzione

  1. Evitare Prodotti Pronti all’Uso:

È consigliabile evitare completamente la vendita di sigarette di canapa e preroll per ridurre al minimo il rischio di incorrere in sanzioni legali. Invece, i prodotti dovrebbero essere offerti in forme che non suggeriscano un uso immediato per il consumo fumabile.

  1. Inserire Chiarissimi Disclaimer:

Tutti i prodotti non direttamente assimilabili a succedanei del tabacco devono avere etichette chiarissime che ne specifichino l’uso consentito. Ad esempio, etichette che dichiarano “Non ingerire, non inalare. Non è un prodotto medicinale. Non destinato all’uso umano. Tenere fuori dalla portata dei bambini. Vietata la vendita ai minori di 18 anni.”

  1. Attenzione alla Pubblicità e alla Comunicazione:

È fondamentale che la pubblicità, i claim e la descrizione dei prodotti sul sito web e nelle comunicazioni commerciali non suggeriscano in alcun modo che il prodotto è destinato al consumo fumabile. Le descrizioni devono essere accurate e conformi alle normative vigenti, enfatizzando gli usi consentiti dei prodotti.

  1. Etichettatura Corretta:

L’etichettatura deve essere conforme alle normative, indicando chiaramente che i prodotti non sono destinati all’uso umano o animale. Questo include specificare l’uso ornamentale, per incenso o altri usi industriali e florovivaistici.

Seguendo queste linee guida, i venditori possono minimizzare i rischi legali associati alla vendita di sigarette di canapa e altri prodotti pronti all’uso, proteggendo sia se stessi che i consumatori.

 

Cosa si può vendere nella piena e indiscussa legalità?

 

  1. Fiori di canapa ornamentali
    • Condizione: Venduti con etichetta corretta che indichi l’uso ornamentale.
  2. Prodotti per incenso
    • Condizione: Venduti con etichetta che indichi l’uso per incenso.
  3. Oli essenziali
    • Condizione: Venduti con etichetta che specifichi l’uso come olio essenziale.
  4. Olio di CBD
    • Condizione: Venduto con etichetta corretta che ne specifichi l’uso consentito.
  5. Piante di canapa
    • Condizione: Vendute con dichiarazione di conformità secondo le indicazioni dell’Associazione Canapa Sativa Italia.
  • DPR 309/90, art. 14 comma 4 e 7: Definisce le sostanze stupefacenti e le loro implicazioni legali.

  • Legge 242/2016: Regola la coltivazione e il commercio della canapa industriale in Italia, escludendo la canapa non psicotropa dall’applicazione del DPR 309/90.

  • Sentenza n. 30475/2019 delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione: Stabilisce la liceità della commercializzazione di prodotti derivati da Canapa Sativa L. privi di effetti psicotropi.

  • Circolare del Ministero dell’Interno 31/07/18: Conferma che il contenuto di THC nei prodotti a base di canapa deve essere inferiore allo 0,5%.

Etichettatura

È fondamentale che le etichette dei prodotti derivati dalla canapa indichino chiaramente tutti questi elementi:

Schema di Etichettatura Conforme

È essenziale che le etichette dei prodotti derivati dalla canapa industriale contengano informazioni chiare e specifiche per evitare sanzioni e problematiche legali. La Guardia di Finanza e altre autorità competenti possono effettuare controlli rigorosi su questi prodotti, come evidenziato nella notifica amministrativa allegata. Per essere conformi, le etichette devono includere:

  1. Nome del Prodotto: Deve essere chiaro e specifico.

  2. Destinazione d’Uso: Ad esempio, “uso ornamentale”, “profumatore per ambienti”, ecc.

  3. Tracciabilità: Informazioni sul lotto, numero del cartellino della varietà certificata, ecc.

  4. Indicazioni delle Destinazioni Non Previste: Esplicitare che il prodotto non è destinato a uso medico, inalatorio o alimentare.

  5. Indicazioni sull’Abuso o Uso Improprio: Specificare che l’abuso o l’uso improprio può determinare positività ai cannabinoidi.

  6. Indicazioni su Eventuali Rischi per la Salute: Avvertenze sui rischi associati all’uso improprio del prodotto.

  7. Altre Avvertenze: Tenere fuori dalla portata dei bambini, non mettersi alla guida dopo l’uso, conservare in luogo fresco e asciutto, ecc.

Esempio:
Incenso di cannabis sativa l. destinato ad uso ornamentale, profumatore per ambienti, ricavato da varietà certificate ammesse dalla L.242/2016, art 2, eventuale* con numero di iscrizione al registro ufficiale dei produttori: XXXX) e nel rispetto dei limiti di THC definiti dalla stessa. Non è un prodotto destinato al consumo inalatorio, alimentare né medicinale. L’uso improprio e l’abuso possono determinare positività ai cannabinoidi e costituire un rischio per la salute. Nelle eventuali conseguenze non mettersi alla guida. Tenere fuori dalla portata dei bambini. Conservare al buio in luogo fresco e asciutto. 

Conformità alle Contestazioni sul codice di Consumo

Nella notifica amministrativa, le contestazioni principali riguardano:

  • Mancanza di indicazioni su sostanze dannose.

  • Assenza di avvertenze sugli effetti dell’uso improprio.

  • Mancanza di informazioni sulla varietà e sull’inclusione nel catalogo europeo delle sementi.

Per rispettare queste indicazioni, le etichette devono:

  • Includere Dichiarazioni su Sostanze Dannose: Specificare che il prodotto può contenere tracce di THC nei limiti di legge e che l’uso improprio può essere dannoso.

  • Avvertenze sull’Uso Improprio: Chiarire che il prodotto non deve essere inalato o ingerito e che l’abuso può comportare positività ai test per cannabinoidi.

  • Informazioni sulla Varietà: Indicare chiaramente la varietà della canapa utilizzata e il numero di iscrizione al catalogo europeo delle sementi.

Conformità alle Normative sui Tabacchi Lavorati (Legge 504)

Le normative sui tabacchi lavorati, come descritto nell’articolo 39-bis della legge 504, stabiliscono che i tabacchi lavorati sono soggetti ad accisa e includono diverse categorie come sigari, sigarette, tabacco da fumo, tabacco da fiuto, tabacco da masticare e tabacchi da inalazione senza combustione. Per evitare di essere classificati come tabacchi lavorati e incorrere nelle relative sanzioni, i prodotti derivati dalla canapa devono:

  1. Non Essere Presentati come Prodotti da Fumo: Evitare qualsiasi forma che possa essere interpretata come destinata al consumo fumabile, come sigarette di canapa e preroll.

  2. Evitare la Similitudine con Tabacchi da Fumo: Non presentare i prodotti in forme che possono essere fumate direttamente o con una semplice manipolazione.

  3. Inserire Chiarissime Avvertenze: Etichette che indicano chiaramente che il prodotto non è destinato all’uso umano, non deve essere inalato o ingerito, e che l’abuso può comportare rischi per la salute.

Seguendo queste linee guida, i venditori possono assicurarsi che i loro prodotti siano conformi alle normative vigenti, riducendo il rischio di sanzioni e proteggendo i consumatori.

Documentazione a disposizione dell’esercente

  • Attestazione di conformità del prodotto: Analisi di laboratorio accreditato che attestano il contenuto di THC del prodotto.

  • Documenti commerciali: Fatture e documenti di trasporto (DDT).

  • Eventuale documentazione aggiuntiva: Ordini di acquisto, contratti di fornitura, ecc.

  • Etichettatura chiara: Specificare che i prodotti non sono destinati all’uso umano e non devono essere confusi con prodotti da fumo.

     

VADEMECUM Normativa di riferimento


Infine, a causa delle sfide legislative che il settore sta affrontato, abbiamo dovuto attivare tutte le nostre risorse per affrontare il recente emendamento del governo, noi faremo di tutto, ma tu devi tutelarti, quindi: 

 

La Sicurezza Finanziaria attraverso l'Assicurazione​

Modulo Compilabile per l'Assicurazione

Pur non rappresentando una soluzione esaustiva per tutte le sfide legali, l’assicurazione offre un importante strumento di sicurezza finanziaria. Gli operatori che rispettano scrupolosamente tutte le leggi e le linee guida fornite dal vademecum di CSI e dagli altri documenti possono svolgere la propria attività con la serenità di essere tutelati, senza il timore di dover affrontare processi che potrebbero mettere a rischio la loro azienda.

Attenzione: Scarica il Modulo dal computer, da cellulare la compilazione spesso non è compilabile!

Il Vademecum per il Commercio della Canapa Industriale 2024 fornisce una guida essenziale per gli operatori del settore, chiarendo cosa può essere venduto legalmente e cosa è sottoposto a possibili sanzioni. Seguendo attentamente le normative e le linee guida delineate, i venditori possono minimizzare i rischi legali e proteggere sia sé stessi che i consumatori. È fondamentale evitare la vendita di prodotti pronti all’uso come le sigarette di canapa e i preroll, nonché dei cannabinoidi sintetici e semisintetici, a causa dei significativi rischi legali associati.

L’introduzione della nuova Convenzione Assicurativa dell’Associazione Nazionale Canapa Sativa Italia (CSI) rappresenta un importante passo avanti nella tutela legale degli operatori del settore. Questa assicurazione offre una protezione finanziaria sostanziale contro i rischi legali, ma è essenziale che gli operatori seguano scrupolosamente tutte le normative per poter beneficiare pienamente della copertura assicurativa. La violazione delle indicazioni può infatti portare a condanne e alla perdita del diritto all’assicurazione, aumentando il rischio per le aziende.

In sintesi, rispettare le normative vigenti non solo protegge i venditori da sanzioni legali e danni alla reputazione, ma garantisce anche un mercato sicuro e regolamentato per i consumatori. La corretta etichettatura, la trasparenza nelle comunicazioni commerciali e l’adozione di misure preventive sono fondamentali per mantenere l’integrità e la sostenibilità del settore della canapa industriale.

Il Costante Impegno di CSI nella Tutela dei Soci e di tutti gli Operatori

CSI continua a dedicare costante impegno alla tutela dei propri associati, invitandoli a iscriversi per beneficiare della Nuova Convenzione Assicurativa e delle altre convenzioni disponibili, che spaziano dai laboratori di analisi ai consulenti tossicologici e agli studi legali. In un settore in rapida espansione come quello della canapa italiana, CSI si pone come punto di riferimento per sostenere tale sviluppo tramite iniziative concrete come questa.

L'Importanza dell'Iscrizione a CSI

L’iscrizione a CSI non solo conferisce il diritto di beneficiare dell’assicurazione, ma permette di attivare in tempo reale la tutela degli organi associativi chiamando o scrivendo al numero della segreteria o ad altri componenti dell’associazione.