Sospeso il Decreto Ministeriale sul CBD: Prodotti Orali al CBD Vendibili

Il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) del Lazio sospende il Decreto Ministeriale (Speranza-)Schillaci che aveva categorizzato i prodotti orali al CBD come sostanze stupefacenti. Questa sospensione temporanea permette la continuazione della vendita di tali prodotti.

Il Tar del Lazio sospende il decreto MinSal consentendo la vendita dei prodotti orali al CBD

Mattia Cusani, segretario generale dell’Associazione CSI ha confermato questa notizia, indicando che la sospensione potrebbe subire ulteriori sviluppi a seconda delle interpretazioni e delle applicazioni future del decreto.

A partire dal 3 ottobre sono state avanzate richieste di sospensione immediata del Decreto Ministeriale del 7 agosto 2023 tramite domande cautelari – rese necessarie a seguito delle ispezioni e delle confische di merci al CBD da parte delle ffoo, con accuse di violazione dell’art. 73 del DPR 304/1990, legato alle sostanze stupefacenti. 
 
Già il 5 ottobre il Tar accoglie la prima cautelare e sospende immediatamente l’efficacia del Decreto Ministeriale fino alla camera di consiglio del primo ricorso che si è tenuta il 24 ottobre 2023. 
Il  24 ottobre il TAR conferma la sospensione e fissa l’udienza pubblica per la trattazione del merito del primo ricorso presentato il 16 gennaio 2024. 
 
Il 16 novembre il TAR conferma nuovamente la sua decisione rispondendo a un altro ricorso in merito.
 
In particolare, i giudici nelle ordinanze rilevano che non esistono “accertati concreti pericoli di induzione di dipendenza fisica o psichica” da cannabidiolo (CBD) e che “non appaiano configurarsi, allo stato di fatto, imminenti rischi per la tutela della salute pubblica”.
 
Inoltre “si prospettano come fondati, sia pure a un sommario esame, i vizi di carenza istruttoria e di vizio di motivazione” sollevati nel ricorso, e “gli effetti del decreto gravato non appaiono risolversi in un mero pregiudizio economico, ma sembrano comportare, altresì, importanti ricadute in termini di riorganizzazione e di riassetto, onde non incorrere in responsabilità, tra cui in particolare quella penale, degli operatori di un intero settore nei quali la stessa incertezza delle scelte amministrative ha ingenerato un legittimo affidamento”.
 
Infine “Ritenuto, alla luce della sospensione disposta dalla stessa Amministrazione, protrattasi per quasi tre anni, e del riferimento ad attività istruttoria -originaria ed integrativa- risalente al più ai primi mesi del 2021, che non appaiano configurarsi, allo stato di fatto, imminenti rischi per la tutela della salute pubblica e che pertanto sussistano i presupposti per la sospensione del provvedimento gravato, con fissazione a breve del merito in ragione della rilevanza della questione alla prima udienza pubblica disponibile da calendario della sezione, nel rispetto dei termini a difesa di legge.”

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