Vittoria delle associazioni della Canapa al TAR Lazio ⚖️

Le associazioni di filiera della canapa hanno presentato un ricorso contro il Decreto Ministeriale del gennaio 2022 riguardante l’elenco delle piante officinali perché in contrasto con la normativa internazionale, comunitaria e nazionale di riferimento.

Il decreto in questione voleva limitare la coltivazione di alcune parti della pianta di canapa consentendo, per la destinazione officinale, solo i semi e i loro derivati. Questa impostazione precludeva la possibilità di utilizzare le altre parti della pianta e riconduceva coltivazione, trasformazione e commercializzazione di fiori e foglie non stupefacenti nell’ambito disciplinato dal Testo unico sugli stupefacenti – con una evidente penalizzazione per gli operatori della filiera di tutto il paese.

La sentenza

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha accolto la causa presentata dalle associazioni.

Proprio facendo riferimento anche al Conseil d’Etat francese che recentemente ha stabilito il principio che un divieto generale e assoluto della commercializzazione di foglie e fiori di cannabis con un tenore di THC inferiore ai limiti di legge non è giustificato dai rischi per la salute pubblica.

Oggi abbiamo una definitiva conferma che senza prove scientifiche valide non è possibile porre limiti a questa filiera agricola. La pianta di canapa priva di thc non fa parte delle convenzioni internazionali sui narcotici e per questo motivo non può essere limitato il suo mercato e le applicazioni industriali e officinali. Un regime autorizzatorio come quello che voleva essere previsto può essere giustificato esclusivamente per quanto riguarda la seconda trasformazione destinata alla produzione di farmaci, ma la canapa è libera.

Se le amministrazioni avessero ascoltato le associazioni – e speriamo che da adesso in poi lo faranno con più attenzione – avremmo potuto arrivare a queste conclusioni molto prima, e senza il costo di questo processo per le nostre associazioni e per lo Stato Italiano.

Siamo comunque felici di aver affrontato questa sfida perché, da adesso in poi, non si potranno mai più limitare le applicazioni della canapa senza validi motivi e abbiamo potuto deresponsabilizzare i singoli Ministeri competenti rispetto alla “presunta” e non più giustificata necessità di limitare la libera circolazione della pianta di canapa nella sua interezza.

La normativa nazionale che vieta la commercializzazione dei prodotti derivati dalla pianta di cannabis sativa nella sua interezza, e non soltanto dalle sue fibre e dai suoi semi, è in contrasto con gli articoli 34 e 36 del TFUE, a meno che tale normativa sia idonea a garantire la realizzazione dell’obiettivo della tutela della salute pubblica e non ecceda quanto necessario per il suo raggiungimento.

Il TAR, di conseguenza, annulla il decreto per la parte relativa al comma 2 art. 2 e le amministrazioni dovranno quindi riesaminare il provvedimento adottato e modificarlo nel rispetto dei principi eurounitari di precauzione e proporzionalità.

L’avvocato Giacomo Bulleri commenta: “È proprio facendo riferimento anche al Conseil d’Etat francese che il TAR oggi ha stabilito che un divieto generale e assoluto della commercializzazione di foglie e fiori di cannabis con un tenore di THC inferiore ai limiti di legge non è giustificato dai rischi per la salute pubblica. L’Italia si allinea anche alla recente sentenza del Consiglio di Stato francese sulla questione. Ringrazio le associazioni che hanno creduto nell’appello: è una grande soddisfazione personale e professionale!”

Raccolta Fondi

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Causale: “Donazione Ricorsi e Studi Settore Canapa”

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Chi siamo

Siamo associazioni di canapicoltori che da anni svolgono, grazie al continuo e incessante lavoro di ricerca, formazione e informazione. Con decreto MIPAAF – Affari Generali – Prot. Interno N.9385830 del 17/12/2020, siamo state elette a rappresentare il settore della canapa come componenti del Tavolo di Filiera istituito presso il Mipaaf. Operiamo per la definizione di normative chiare e adeguate alle sfide economiche del settore, per sensibilizzare l’opinione pubblica e i vari enti sulle caratteristiche specifiche e virtuose della canapa del “benessere”, lavoriamo per promuovere l’autoregolamentazione di coltivatori e operatori incoraggiando buone pratiche, contribuendo allo sviluppo di standard, certificazioni e marchi di qualità applicabili agli attori del settore.

Il mercato della canapa sta vivendo una notevole crescita a livello internazionale, mentre in Italia molti prodotti contenenti infiorescenze di canapa vengono commercializzati in un quadro normativo vago e inadatto che non riesce a garantire la sicurezza dei professionisti del settore.

Le nostre associazioni riuniscono già diverse centinaia di agricoltori, esercizi commerciali al dettaglio, i principali franchisor, produttori e trasformatori, tabacchi, laboratori, avvocati specializzati, scienziati e personalità qualificate del mondo del diritto e della ricerca scientifica e medica.

Associazione Canapa Sativa Italia

Canapa Sativa Italia (C.S.I.) è l’associazione nazionale che unisce tutti gli operatori del settore della canapa dal mondo agricolo alla trasformazione fino alla distribuzione su tutto il territorio nazionale. Sui social network già dal 2014 grazie all’unione di numerosi operatori di tutti i comparti della filiera, ha trovato concretezza quattro anni dopo -il 15 luglio 2018- diventando una realtà totalmente rappresentativa del settore: dai coltivatori ai commercianti, dai trasformatori al comparto analitico fino ai tecnici legali e ai professionisti delle attività collegate, oggi Canapa Sativa Italia conta un numero sempre crescente di realtà che si impegnano nella cooperazione e nello sviluppo del settore.

sardinia-cannabis

Associazione Sardinia Cannabis

Presidente Piero Manzanares
Sardinia cannabis è un'associazione nata dalla determinazione di un gruppo di imprenditori sardi accomunati dal desiderio di risolvere, anche attraverso la canapa, problematiche comuni del territorio puntando alla creazione di filiere locali sostenibili sia dal punto di vista economico che ambientale. Ci impegniamo come associazione alla sensibilizzazione e informazione al grande pubblico sulle benefiche ricadute possibili dalla sua coltivazione diffusa, per la creazione di occasioni di lavoro in agricoltura e in altri settori dove la canapa ha dimostrato storicamente molteplici utilizzi e vantaggi.

Resilinza Italia Onlus

Presidente Francesco Vitabile
L’associazione di operatori di filiera è presente su tutto il territorio Nazionale, ma in particolar modo in Toscana dove collabora con Università, Federazione Agronomi, Istituti di Ricerca, Comando Regionale Carabinieri forestali con i quali si sono stretti dei protocolli di intesa per la Filiera Canapicola Regionale su controlli e certificazioni. Resilienza Italia Onlus nasce nel 2018, grazie al continuo e incessante lavoro di ricerca, formazione, credendo e investendo nella sostenibilità, nell’Inclusione, nell’economia circolare e virtuosa ha deciso con la sua attività di supportare e valorizzare la filiera Canapaia Italiana.

Federcanapa

Presidente Beppe Croce
La Federazione della canapa italiana nasce il 20 febbraio 2016. I soci fondatori sono imprese, esperti e associazioni operanti da lungo tempo nel mondo della canapa italiana. La missione principale è tutelare gli interessi dei coltivatori e dei primi trasformatori di canapa coltivata in Italia nelle sedi istituzionali e nei confronti degli altri settori economici. A tale scopo la federazione promuove la ricerca e fornisce informazioni attendibili sui metodi di coltivazione e lavorazione della canapa industriale e sulle sue potenziali applicazioni. Tutte le attività proposte da Federcanapa devono in ogni caso rispondere a criteri e obiettivi ecologicamente e socialmente sostenibili, quali il miglioramento della fertilità dei suoli, l’arricchimento della biodiversità, la riduzione degli input chimici e delle emissioni inquinanti, la riduzione dei consumi energetici, la riduzione dei rischi per la salute degli operatori e dei consumatori finali.​